Nel romanzo Gargoyle, Alfredo Vassalluzzo propone una riflessione profonda sul ruolo della scuola in contesti estremi. Tra i concetti più significativi che emergono, uno in particolare si distingue per forza e attualità: la scuola come “bolla di alterità”.
All’interno del carcere, la scuola non è semplicemente un luogo in cui si trasmettono contenuti. È uno spazio altro, separato, in cui le regole del contesto esterno si attenuano e diventa possibile costruire una dimensione diversa.
In Gargoyle, Alfredo Vassalluzzo mostra che proprio questa distanza dalla realtà circostante rappresenta il valore più autentico dell’istruzione.
Chi è Alfredo Vassalluzzo, autore di Gargoyle
Alfredo Vassalluzzo è un insegnante di Italiano e Storia che ha vissuto in prima persona l’esperienza dell’insegnamento all’interno di un istituto penitenziario maschile, operando per due anni in un contesto complesso e poco esplorato. Da questo percorso nasce Gargoyle, un romanzo in cui l’autore restituisce una visione diretta, realistica e priva di retorica del mondo dell’istruzione in ambienti difficili.
Oggi svolge la sua attività didattica presso l’Istituto Superiore Pertini di Albano Laziale, portando con sé un bagaglio di esperienza che influenza profondamente il suo approccio all’insegnamento. In Gargoyle, Alfredo Vassalluzzo intreccia vissuto personale e riflessione, offrendo una prospettiva autentica sulla scuola, sul carcere e, più in generale, sulla complessità dell’esperienza umana.
Alfredo Vassalluzzo in Gargoyle: la scuola come spazio separato
Nel carcere raccontato in Gargoyle, tutto è regolato, controllato, definito. Le persone vengono identificate attraverso il loro ruolo e la loro condizione.
La scuola, invece, introduce una frattura.
All’interno dell’aula:
- il detenuto non è solo detenuto
- il tempo assume un ritmo diverso
- il linguaggio torna centrale
- la relazione si trasforma
Alfredo Vassalluzzo, in Gargoyle, costruisce uno spazio in cui le etichette si indeboliscono e si apre la possibilità di essere qualcosa di diverso.
Non una fuga dalla realtà, ma una sospensione.

In Gargoyle la scuola permette di uscire dal contesto senza uscire fisicamente
Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è che la scuola non cambia il contesto esterno. Il carcere resta carcere.
Ma all’interno della classe accade qualcosa di diverso.
La scuola offre:
- una pausa dal sistema
- uno spazio di pensiero
- una possibilità di riflessione
- una distanza dalle dinamiche quotidiane
In Gargoyle, Alfredo Vassalluzzo mostra che anche senza uscire fisicamente dal carcere, è possibile creare uno spazio mentale alternativo.
Ed è proprio questa la funzione della “bolla di alterità”.
Alfredo Vassalluzzo e Gargoyle: non ridurre lo studente al contesto
Uno dei rischi più grandi nei contesti difficili è quello di ridurre la persona al proprio ambiente.
Nel carcere, questo significa essere identificati esclusivamente come detenuti.
In Gargoyle, Alfredo Vassalluzzo si oppone a questa riduzione.
La scuola diventa il luogo in cui:
- lo studente può esprimersi
- emergono aspetti non visibili nel contesto carcerario
- si sviluppa una nuova percezione di sé
- si crea uno spazio di possibilità
In questo senso, la “bolla di alterità” non è isolamento, ma apertura.
La scuola non risolve tutto: il limite in Gargoyle
Un aspetto importante sottolineato da Alfredo Vassalluzzo in Gargoyle è che la scuola non ha il compito di risolvere ogni problema.
Non è chiamata a:
- eliminare il disagio sociale
- sostituirsi alla famiglia
- garantire il cambiamento
- offrire risposte definitive
Il rischio, quando si attribuiscono alla scuola queste funzioni, è quello di renderla paternalistica e soffocante.
In Gargoyle, la scuola mantiene il suo ruolo specifico: offrire strumenti, non soluzioni totali.
Alfredo Vassalluzzo in Gargoyle: una mappa, non una direzione
Uno dei passaggi più importanti del romanzo è l’idea che la scuola offra una “mappa e una bussola”, ma non determini il percorso.
Questo significa che:
- lo studente resta libero
- le scelte restano personali
- il cambiamento non può essere imposto
- il percorso non è controllabile
In Gargoyle, Alfredo Vassalluzzo propone un’educazione che accompagna senza dirigere.
Ed è proprio questa distanza a rendere la scuola uno spazio autentico.
Un concetto attuale oltre il carcere
Il tema della scuola come “bolla di alterità” non riguarda solo il carcere.
Nel mondo contemporaneo, sempre più veloce e frammentato, esiste un bisogno crescente di spazi in cui sia possibile fermarsi, riflettere e costruire pensiero.
In questo senso, la scuola descritta in Gargoyle rappresenta un modello più ampio.
Uno spazio in cui:
- non si è ridotti alla performance
- non si è definiti solo dai risultati
- è possibile esplorare sé stessi
- si può prendere distanza dal contesto
Perché la scuola è il vero spazio di libertà in Gargoyle
Alla fine, ciò che emerge con forza in Gargoyle di Alfredo Vassalluzzo è che la scuola non è importante per ciò che cambia all’esterno, ma per ciò che permette all’interno. In Gargoyle, Alfredo Vassalluzzo mostra che la vera funzione dell’istruzione non è trasformare immediatamente la realtà, ma creare uno spazio in cui l’individuo possa pensarsi in modo diverso.
Nel romanzo Gargoyle, la “bolla di alterità” diventa il luogo in cui si sospendono le definizioni rigide e si apre una possibilità. Non è una soluzione ai problemi, ma una condizione necessaria per affrontarli con maggiore consapevolezza. È uno spazio fragile, ma fondamentale, perché permette allo studente di non coincidere completamente con il proprio contesto.
In un mondo che tende a definire le persone in modo rapido e definitivo, Gargoyle di Alfredo Vassalluzzo restituisce alla scuola il suo ruolo più autentico: non cambiare il destino degli individui, ma offrire loro uno spazio in cui possano immaginare qualcosa di diverso. Ed è proprio in questa possibilità, silenziosa ma concreta, che si trova una delle forme più profonde di libertà.



















